domande frequenti

L’atelier ha valenza terapeutica?

 

L’attività nell’atelier non è una terapia ma previene il bisogno di terapie perché stimola la realizzazione di se stessi. Dipingendo secondo i criteri del Cloislieu il bambino e l’adolescente riescono a liberare la necessità interiore e organica dell’espressione attraverso la pratica del tracciare.

La pratica della Pittura nel “Closlieu”, è simile a un gioco,  soddisfa necessità inappagate. La sua frequentazione dona equilibrio e pienezza che rafforzano la personalità.

Questa pratica sviluppa inoltre una grande abilità manuale e la consapevolezza di capacità che coinvolgono la persona in profondità,

quale che sia la sua età, la sua esperienza, la sua situazione emotiva.

Chi pratica la pittura nel modo impostato dalla persona formata, nel “Closlieu” , si libera dalla dipendenza da modelli, sviluppa un’autonomia positiva, propria.

 

Posso vedere i lavori che mio figlio realizza nell’atelier?

 

Certo, i lavori possono essere visionati, senza la presenza del bambino su appuntamento.

 

Posso portarli a casa e mostrarli?

 

No, proprio perché non devono essere suscettibili di giudizio i lavori restano all’atelier.

 

 

Cosa si impara venendo regolarmente all’atelier?

 

Si acquisisce sicurezza in se stessi e autostima. Si diventa più autonomi e si migliora la capacità di concentrazione, tanto difficile da sviluppare in epoca contemporanea. Si vive un viaggio dentro se stessi, per relazionarsi meglio con il mondo esterno.

 

“Si pensa che con il pennello un pennello in mano il bambino impari a disegnare; nel Closlieu con un pennello in mano, il bambino impara ad essere” Arno Stern

 

Cosa fa chi conduce l’atelier?

 

Il compito difficile e delicato di chi gestisce l’atelier è di facilitare e risolvere tutti i problemi che possono insorgere nella sessione. Aiuta a utilizzare correttamente gli strumenti, previene i bisogni di ciascun partecipante al fine di rendere fluido il gioco del  dipingere, crea un ambiente armonioso di rispetto e fiducia.

 

“Poiché è servito, il bambino non viene mai distratto

dal suo impulso creativo; egli può concentrarsi

totalmente sul formarsi della Traccia. Naturalmente,

non faccio nessuna differenza tra il piccolo e il grande,

servo un bambino di cinque anni esattamente come un

cinquantenne, ed essi si sentono presi sul serio, e

godono della mia attenzione, alla quale nulla sfugge.”

(Arno Stern, Closlieu. Il chiostro dei colori, Bergamo, 2000)